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Manifesto Habitat 2018 Monica Sgrò

Habitat 2018 – “Pianta Desiderio” di Monica Sgrò

a cura di Gabi Scardi

Per il Museo Maio, l’artista Monica Sgrò presenta il progetto Pianta Desiderio, a cura di Gabi Scardi, un intervento collettivo da realizzarsi insieme a un gruppo di cittadini. L’opera, site specific, consiste in una “mappa del desiderio” che si collocherà all’ultimo piano del Museo MAiO di Cassina de’Pecchi.
L’artista introdurrà le diverse fasi di lavoro e l’intenzione progettuale attraverso la presentazione dei precedenti lavori e di filmati relativi alle popolazioni nomadi della Mongolia, da cui la sua ricerca sull’infeltritura sociale trae ispirazione. Ogni partecipante sarà invitato a definire il tragitto tra la propria casa e il Museo, utilizzando cartine, google maps, foto e disegni. Queste documentazioni saranno condivise il 7 e 8 luglio con il gruppo ed elaborate insieme con un lavoro grafico e di composizione per giungere al cartamodello completo dell’opera Pianta Desiderio.
Il cartamodello concluso sarà in seguito sviluppato con la lana e infeltrito collettivamente nelle date 14-15-16 settembre.
L’opera creerà un dialogo con il tessuto murario interno all’edificio su cui sarà collocata, sia per le texture sia perla scelta del tipo di lana e dei colori naturali che si useranno, assonanti con le tracce degli antichi intonaci presenti.L’opera attiverà la partecipazione del territorio e lascerà una testimonianza del coinvolgimento e della trasformazione avvenuta. In questo senso può essere interpretata come un’asserzione del valore socio-politico del gesto artistico condiviso.
Il titolo provvisorio Pianta Desiderio è stato scelto dall’artista per chiarire l’intento del progetto ed evocare i contenuti simbolici dell’azione partecipata che ha origine nel desiderio di cambiamento e nella pianta intesa come luogo generativo. Durante la realizzazione dell’opera gli stessi partecipanti potranno formulare un titolo definitivo.
Il progetto si concluderà in ottobre con una conferenza pubblica di Gabi Scardi e con l’inaugurazione dell’opera. Questa sequenza di eventi, voluta dall’artista e dall’organizzazione, sarà utile per contestualizzare, e per far conoscere come nell’arte queste pratiche siano sempre state presenti e come negli anni siano diventate un indispensabile elemento di riflessione artistico-sociale.

(estratto dal testo critico di Gabi Scardi)

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